Visual design per una performance coreografica
Produzione: Festi Group

Per una nuova collaborazione con Festi Group, ho realizzato il progetto video per una performance coreografica in dialogo con la coreografia di Lara Viscuso.
Il lavoro nasce da un’idea guida: l’ascolto come pratica generativa. Non un ascolto passivo, ma una forma di attenzione profonda, concentrata, capace di trasformare il rumore in relazione, il dato in visione, la tecnologia in possibilità creativa.
Il video accompagna la danza come un paesaggio in trasformazione. Il percorso visivo parte dall’oscurità, da una materia indistinta fatta di flussi, mormorii e segnali appena percepibili. Progressivamente questa materia prende forma: diventa pulsazione, geometria, rete, collisione, luce. La componente digitale appare inizialmente come struttura fredda e astratta, ma viene poi attraversata dal gesto umano, dal respiro dei corpi, dalla presenza delle mani e dalla dimensione sensibile della relazione.
Al centro del lavoro c’è l’incontro tra umano e artificiale. La macchina non sostituisce l’intuizione, ma la amplifica; non genera senso da sola, ma diventa uno strumento attraverso cui l’immaginazione può spingersi oltre i propri confini abituali. In questa tensione, il conflitto tra corpo e tecnologia si risolve in una forma di integrazione creativa.
La costruzione delle immagini ha seguito un processo ibrido: still frames concettuali, elaborazioni digitali, animazioni generate e rifinite con strumenti di intelligenza artificiale, compositing e lavoro in Blender attraverso shader, nodi e strutture visive animate. Il materiale è stato poi calibrato sulla musica e sul filmato di prova della coreografia, per trovare una corrispondenza precisa tra movimento scenico, ritmo musicale e trasformazione visiva.
Il risultato è un fondale video pensato non come semplice accompagnamento, ma come ambiente drammaturgico: una superficie viva che ascolta, reagisce, si trasforma e accompagna i danzatori in un viaggio dall’indistinto all’armonia.
